Dedicato a voi...

La cervicalgia: se la conosci, puoi prevenirla e impari a curarla.

La benefica lordosi cervicale

Le sette vertebre cervicali formano una curva a concavità posteriore chiamata lordosi.

Essa è una curva benefica perché permette alla colonna vertebrale di ammortizzare i numerosi carichi quotidiani.

Infatti, quando si ha la giusta lordosi, come si vede dalla figura (fig. 1a, 1b e 1c)), il capo è in equilibrio e la pressione si distribuisce in modo uniforme sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari).
In questo modo la colonna vertebrale è più solida, capace di sopportare, senza problemi, pressioni anche elevate. È la posizione che coincide con l’orizzontalità dello sguardo.

La posizione in cui la colonna conserva la lordosi fisiologica (fig. 2b) viene definita anche posizione neutra perché costituisce la posizione intermedia di equilibrio tra la flessione e l’estensione. Il nucleo polposo del disco non viene spinto né posteriormente (come avviene nella flessione, fig. 2a) né anteriormente (come avviene nell’estensione, fig. 2c).
Una immagine che ci aiuta a comprendere il comportamento del nucleo polposo nei movimenti del rachide è quella di una saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile; si può esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola.

radiografia collo senza lordosi cervicaleradiografie che presentano casi di lordosi cervicale

Basta una piccola divergenza a farla scivolare verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando il rachide cervicale mantiene la lordosi fisiologica.