Dedicato a voi...
La cervicalgia: se la conosci, puoi prevenirla e impari a curarla.
Mobilizzazione e rilassamento del rachide cervicale in estensione
Gli esercizi di mobilizzazione del rachide cervicale in estensione possono essere utilizzati per due obiettivi:
- il primo è quello di migliorare o di mantenere la mobilità del rachide cervicale;
- il secondo è quello di realizzare dei movimenti di compenso che riequilibrano le strutture del rachide dei soggetti che sollecitano il collo in flessione come avviene nelle attività lavorative e sportive in cui si sta a lungo con il capo chino in avanti.
Durante la flessione si produce una forza che comprime i dischi intervertebrali e fa spostare il nucleo polposo all’indietro; viceversa, durante l’estensione si da sollievo ai dischi riducendo la pressione su di essi e il nucleo polposo può ritornare nella sua posizione iniziale.
È molto importante che il soggetto che soffre di cervicalgia, una volta compreso il significato di questi esercizi di compenso, si abitui a inserirli nelle pause e al termine dell’attività lavorativa e sportiva.
Questo è il principio da seguire per prevenire e curare la cervicalgia.
Tali esercizi sono utili anche per i soggetti che:
- soffrono di cervicalgia stando con il capo chino in avanti (cervicalgia posturale);
- soffrono di cervicobrachialgia da protrusione o ernia discale;
- presentano una riduzione della mobilità in estensione;
- presentano una riduzione o rettificazione o inversione della lordosi cervicale.
Dopo aver avuto dall’insegnante o dal fisioterapista la conferma dell’utilità degli esercizi di estensione per il proprio collo, provarli aumentando gradualmente l’ampiezza del movimento.
Esercizi di estensione del collo
1.
In posizione prona, portare l’attenzione sull’addome e sulla regione lombare: durante l’inspirazione l’espansione dell’addome fa sollevare le vertebre lombari riducendo la lordosi; durante l’espirazione la regione lombare si abbassa e si accentua moderatamente la lordosi.
Dopo essere rimasti rilassati per alcuni minuti in posizione prona, assumere la posizione della sfinge estendendo il tronco, stando in appoggio sugli avambracci (figura).
Come si vede dalla foto l’estensione viene mantenuta con la contrazione statica dei muscoli estensori del collo.
Tale posizione viene assunta e conservata senza problemi dai soggetti giovani, ma lo stesso esercizio diventa meno adatto agli allievi anziani. La contrazione dei muscoli del collo, aumenta la pressione a livello delle faccette articolari e, in

presenza di artrosi a questo livello, tale aumento di pressione diventa, oltre che fastidioso, anche inopportuno.
Per evitare questo inconveniente si può sorreggere la testa con le mani come viene proposto con l’esercizio successivo.
2. Per evitare la contrazione dei muscoli estensori del rachide sorreggere la testa con le mani (fig. 15a).
E' possibile gradualmente raggiungere la massima ampiezza dell’estensione unendo le mani e sorreggendo il mento con le ultime falangi delle dita (figure 15b e 15c).
3. In posizione supina sul letto con la testa sulla sua estremità. Eseguire la retropulsione del mento e del capo e allungandosi dolcemente con piccoli movimenti di rotazione cervicale, lasciare che la testa sporga leggermente al di fuori del letto in modo che il margine morbido e arrotondato del materasso accentui moderatamente la fisiologica lordosi cervicale (figura).
Mantenere la posizione per un minuto o due, in modo che il peso del capo provochi una lieve trazione a livello cervicale. Per controllare il rilassamento, eseguire dei piccoli movimenti di oscillazione o rotazione del capo sentendo che la testa è abbandonata al suo peso.
È indispensabile per rialzarsi, avvolgere e sollevare la testa con le mani e poi ruotare lentamente sul fianco per passare in posizione seduta.

È un esercizio molto efficace, utile oltre che per decomprimere i dischi, anche per eliminare la tensione e riformare la lordosi cervicale che spesso appare ridotta in chi soffre di cervicalgia.






